27/06/14

Aforismi e pensieri inceneriti LXXXII




I feriti del cielo.
Morire a se stessi è la condizione che prelude a ogni vera fede. Ad una particolare specie di uomini sarebbe sufficiente un impercettibile movimento dell'anima per porre a compimento una simile catarsi guaritrice. E invece, questa genìa di spiriti trafitti, di feriti del cielo, giunge miracolosamente alla fine dei suoi giorni con una scheggia celeste conficcata nel cuore.

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A costellare la geografia delle moderne nebulose di cemento, per chi non abbia murato lo sguardo, spesso partecipano satelliti in incognito, frammenti di architettura cosmica che rischiarano la foschia del nostro universo agonizzante. Un buco nero finirà inesorabilmente per inghiottirli. Ma non sarà una scomparsa risolutiva, un addio strozzato. Il tempo è omicida se non può condurre con dolcezza le forme, oltre il proprio confine. Là dove l'uomo mantiene un respiro aderente alla natura del vero ciò che muore è puro canto.


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Nagarjuna, celebre filosofo buddhista, propugna una dottrina delle due verità, fondata su una visione che contempla due realtà: la realtà cosiddetta convenzionale, contenente la verità di questa realtà (una sorta di verità inferiore), e la Realtà Ultima che racchiude la propria verità (una verità elevata). Ciò nondimeno Nagarjuna rifiuta questo dualismo e sottolinea che entrambe le realtà sono una e la stessa. Adoro le sottigliezze del pensiero buddhista. Non mi stupirei che, da qualche parte, qualcosa liberasse un Buddha dall'illuminazione.

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Il bene partecipa della stasi, si edifica sull'inerzia. Il male, per contro, è dynamis, rinnovato momento cinetico. Si fa presto a dire che il distacco dal frutto dell'azione ostacola l'attualizzarsi del secondo. Agire, nel nostro mondo, è sinonimo di sciagura. Ogni mattina, un uomo si alza e questo gesto insignificante è, per il resto del creato, il preludio ad una nuova tragedia.


13/06/14

Aforismi e pensieri inceneriti LXXXI





Sempre riposa, sotto le inesauribili ceneri del nuovo, un respiro nostalgico che è cifra permanente d'ogni arte e rivelazione sublimi. Nell'oro incorruttibile di Rublëv, in una visione di Artaud. Non si dà comunione più concreta, redenzione dall'occulta evidenza del vivere che in questi spazi, ulcere celesti nel ventre onnivoro del divenire. Il conforto dell'ignoto, riparo dall'illimitata solitudine del dicibile.

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Egotismo mistico -
Non avrai altro, Dio, all'infuori di me.


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Da sempre ho uno spiccato interesse per tutto ciò che non accade. L'incompiutezza ha il privilegio di essere immune dalla volgarità. Prendete Dio, la sua discrezione nel manifestarsi lo rende una figura tra le più eleganti.          

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Nel buddhismo i cinque Skhanda, o aggregati - forma, sensazione, percezione, coefficienti, coscienza - presiedono alla costituzione dell'Io. La loro combinazione mantiene la stabilità apparente dell'individuo per la durata effimera di un' esistenza. Devo ricordarmelo, ogniqualvolta prendo a inveire contro gli altri fantasmi che mi circondano.