25/09/15

Aforismi e pensieri inceneriti CI




ZENSUCHT.
Lo zen rifugge la ricerca dell'immortalità come tensione rovinosa, tesa ad occultare l'incessante dispiegarsi dell'essere. Ciò che dispone al satori è un' apologia dell'attuale, una vibrante nostalgia del presente.

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Il termine plancton, ha significato di vagabondo. Se si pensa ad una rappresentazione suprema dell'abbandono, ad una celebrazione frugale dell'incoscienza preformale, nulla meglio di questo esercito di microrganismi viene in aiuto a chi vi rifletta. La libertà indifferente che segna il suo deporsi tra i denti di un cetaceo, fa da contraltare al terrore con il quale il feto ormai plasmato, superato lo status beato di plancton placentare, si getta tra le zanne dell'essere. Ennesimo esempio che vede lo stadio più incompiuto della vita come quello più riuscito, trionfo disinvolto dell'essenzialità.

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Per gli gnostici il demiurgo produsse il cielo senza conoscere il Cielo, l'uomo senza conoscere l'Uomo e la terra senza conoscere la Terra. In luogo dell'ente un demente primordiale. In ogni gesto, atto e pensiero, privi di attenzione e cura, brillano gli spasmi della Creazione.

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Sia nelle rappresentazioni occidentali che in quelle dell'estremo oriente, l'anacoreta e l'illuminato vengono sottoposti ad una gravosa serie di prove, sotto forma di tentazioni e lusinghe. La congerie allucinatoria e delirante si rapprende attorno a quello che è il centro terso ed irremovibile del mondo, segno attrattivo deputato a rivelarne l'illusorietà. Come un magnete, il santo o risvegliato, richiama a sé l'abbaglio fenomenico ignorato dal consesso umano. La condizione che palesa questo assorbimento è il naturale ritirarsi del puro, la beata solitudo che schiude la sutura tra i mondi. L'isolamento è la madre di tutti i deliri che salvano dalla suprema allucinazione del mondo.



7 commenti:

  1. Il secondo pensiero evoca qualcosa che mi riporta a Laforge. Probabilmente ne abbiamo parlato.

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  2. Sì, rammento uno scambio all'insegna degli echinodermi.

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  3. che strano...il presente non ha mai evocato in me segni di nostalgia
    solo ciò che ho conosciuto ...

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    1. Era un gracile paradosso zen.

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  4. Vero è anche che senza il presente è impossibile ri-vivere l'attimo di nostalgia ...;-)

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  5. A proposito dell'ultimo frammento. Voglio leggere "La vita è uno stato mentale. Ovvero la conta dei frutti delle azioni nel mondo evanescente secondo l'insegnamento di Phalu il Kashmiro". "Nato da un abbraccio insolito e fruttuoso tra il pensiero dell'Islam sufi e quello del Buddhismo tibetano, è la perla che viene qui tradotta per la prima volta in lingua italiana. Come foglie vive spiccate dal grande albero della conoscenza, si tratta di un florilegio di sentenze per parare i colpi del mondo, sino alla metà del secolo scorso popolare in Tibet come un lunario. Le lucide e belle riflessioni di questo vademecum, uno squisito livre de chevet, zampillano all'imbrunire dell'esistenza di un uomo nella cui mente guadagnò terreno l'idea che la vita non è altro che uno stato mentale, un incantesimo, un sogno. Il giovamento delle regole qui esposte è, appunto, impedire che il sogno della vita si muti in un incubo indigesto."

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    1. Grazie e perdona la tardiva risposta. Ho adocchiato il libro da cui trai la stimolante citazione.

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