08/05/12

Aforismi e pensieri inceneriti IX




Tutto ciò che ci resta è il sogno di una sfinge esausta, il suo sguardo.
Eco del nostro schianto infinito.

Notturni di Chopin.
Fecondati da un'apoteosi d'impotenza.

Il frastuono dell'essere ha raggiunto proporzioni cosmiche e
rivela tutta la portata dello strazio a cui il silenzio ci dispone.

Nell' Olimpo, già da un pezzo, si discute della morte dell' Uomo.

L'occhio indiscreto dell'umanità.
Quello di un Orfeo che scruta l'orizzonte.

Un pensiero che ama rimirarsi ha il lezzo d' una carogna.

Vorrei denunciare la mia scomparsa.




5 commenti:

  1. sei proprio bravo!
    mi sintonizzo sui notturni di Chopin tra i battiti d'ali dei pettirossi che ritornano...

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  2. Trovo davvero ben scritto questo aforisma, molto bello, e soprattutto mi trovo concorde in molti passi, soprattutto là dove parli della morte dell'Uomo (ed è significativa la U maiuscola).
    Aleggiano insieme pessimismo e orgogliosa consapevolezza nella tua scrittura; potrei osare dire(osare perché ho letto ancora poco di tuo) disincanto: una scrittura della caduta.
    Ti seguo con piacere
    Buona serata

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  3. Ottima commistione Carla, grazie per la tua visita!
    Daniele, un congresso di antropotanatologia è quanto di più plausibile.
    Cado nel sonno appeso a una U rovesciata, quasi da sembrare omega.
    Che la notte vi sia lieta.

    A.

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  4. Confermo quanto scritto in precedenza. La tua scrittura gronda di umanità orgogliosamente ferita a morte Arthur. L'ultimo aforisma è, volendo ricorrere ad espressione evangelica ripresa da Girard, una folgore caduta. Avrei però corretto in: "Vorrei denunciare la mia comparsa".
    Un saluto, L.

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  5. La violenza E' il sacro, mi verrebbe da dire. La tua è una correzione arguta caro Luca, che accetto di buon grado, in tutte le sue implicazioni oltre-disumane.

    A presto,

    A.

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