20/03/14

Aforismi e pensieri inceneriti LXXIV




Tradizione e rivoluzione, impostura necessaria.
Preferibile all'angoscia autentica dell'abitare una parodia di eternità.

          ***

La sua modestia gloriosa, il suo delirio di limitatezza. Desiderava
diventare uno dei più grandi sconosciuti di sempre. Era un asceta superbo.

           ***

Con la distruzione dell'ecosistema la devastazione operata dalla tecnica si ammanta di un significato ulteriore. L'albero e la pianta, immagini di per sé fragili ma cangianti, evocavano un'eternità mobile, fluida nel suo dispiegarsi sullo scenario del mondo. La sostituzione di queste immagini con idoli di cemento, plastica e acciaio, genera un nuovo modello di rappresentazione dell'eterno, saldo, inscalfibile, nella sua granitica fissità di morte.

           ***

Non so cosa mi stia succedendo.
Non riconosco più la mia salma.


10 commenti:

  1. Pensées inceneriti esce da oggi in edizione mignon.

    RispondiElimina
  2. Non riconoscersi più è la nostra benedizione, il riconoscimento arriva sempre a fatto compiuto, quando l'agire non è più estendibile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io invece non la trovo più, la mia salma. Me l'hanno trafugata.

      Elimina
    2. Più addietro denunciai, al proposito, la mia comparsa.
      Un saluto ad entrambi.

      Elimina
  3. complimenti per la pubblicazione!:-)

    io ai santi eleggo un sepolcro intoccabile, sono così belli, mummificati...
    l'interrogativo di cosa c'è oltre la morte, rimane ...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Troppa dispersione, come ho scritto nel post precedente ;-)
      Cosa non c'è potrebbe essere un aiuto...

      Elimina
  4. I dubbi che ho già espresso sulla logica di pubblicare assieme questi brevi scritti rimane: commenterò solo le ultime due righe. Riconoscersi implica un esistere in modo diverso dopo il nostro termine organico? Se è così, a parte le implicazioni di fede e quelle sulla dimensione spirituale dell'aldilà, io credo che mi riconoscerei per quello che fui. Limitato.

    RispondiElimina
  5. Spiegami quale logica reputi più coerente. Intendi, un unico pensiero o una brevissima teoria di frammenti che affronti un solo argomento? Il riconoscimento è disconoscimento tardivo. Osservarsi come a un banchetto tra estranei, in vita.

    RispondiElimina
  6. L'uno o l'altro a mio parere sarebbero più proficui della logica che usi adesso. La breve teoria di frammenti che affrontano un unico argomento è molto più seria e difficile da proporre, presuppone un esercizio intellettuale personale che è già una pubblicazione intima di pensiero. Assommi ciò che ritieni parte di un unicum più vasto...questo significa fare filosofia ed è percorso arduo, spesso solitario. Più che un riconoscimento parlerei di una sorpresa seguita da consapevolezza, questa sì tardiva.

    RispondiElimina
  7. Non è nel mio interesse fare filosofia o dare qualsivoglia sistematicità al mio pensiero, pretese che lascio ad altri. Attraversando il blog si possono trovare più sentieri che si biforcano all'interno del piano cronologico; Dio, arte, ecologia, Storia, calembours e così via. Ci si può arrestare di fronte al bivio che più interessa o proseguire diritti. Una sistematicità a posteriori potrà essere data una volta terminate le mie giaculatorie incenerite, evitando così ogni approccio improntato alla serietà.

    RispondiElimina